Covid-19 e rapporti di lavoro

30 marzo 2020

A cura dell’Avv. Carlo Cerrito

OGGETTO: Covid 19 (“Coronavirus”) e rapporti di lavoro.

A seguito della grave emergenza sanitaria derivante dal contagio e dalla diffusione del virus Covid-19, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha imposto alcune misure di contenimento della mobilità sociale: in data 10 marzo 2020 ha imposto maggiore rigore alle disposizioni del 9 marzo 2020, estendendo a tutto il territorio nazionale quelle assunte con Decreto dell’8 marzo 2020.

 Tali decreti:

Impongono alle persone fisiche di “evitare ogni spostamento in entrata e in uscita” dal territorio italiano “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessitò ovvero per gli spostamenti per motivi di salute”.

Quanto ai rapporti di lavoro, essi raccomandano ai datori di lavoro di promuovere “la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, anche facendo ricorso ad ammortizzatori sociali” ed estendono la disciplina del lavoro agile “a ogni rapporto di lavoro” consentendone l’applicazione anche senza accordo con i dipendenti.

 Gli effetti sui rapporti di lavoro:

ad esclusione delle attività commerciali ritenute essenziali con Decreto, ovvero quelle attività considerate strettamente necessarie,  è stata disposta la chiusura di tutte le altre.

E’ stata disposta, altresì, la sospensione del ciclo produttivo industriale limitatamente ai reparti aziendali non necessari. Al tempo stesso, si è favorita l’assenza dal lavoro incentivando il lavoro da remoto, nonché il godimento di ferie, congedi retribuiti e di altri simili istituti previsti dalla contrattazione collettiva.

Alla luce di ciò, il datore di lavoro può chiedere il normale svolgimento della prestazione lavorativa, a patto che la stessa sia indispensabile alla produzione o, in caso contrario, mediante il lavoro “da remoto”.

Limitatamente alle ipotesi descritte, il dipendente non può rifiutarsi di prestare la propria attività lavorativa.

 Organizzazione del lavoro e tutela dell’integrità fisica del lavoratore:

Le disposizioni delle descritte norme devono essere lette ed applicate con quanto disposto dall’art. 2087 c.c. che impone alle aziende di “tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Di conseguenza, nella ipotesi di svolgimento dell’attività lavorativa presso gli stabilimenti aziendali, ritenuta in capo al datore di lavoro la responsabilità dell’integrità psico-fisica dei dipendenti, il Decreto predisposto per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19 impone che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, l’adozione -in aggiunta- di strumenti di protezione individuale nonché l’incentivazione di operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro anche utilizzando gli ammortizzatori sociali. 

Con le iniziative del Governo contenute nel Decreto sopra indicato sono anche previste agevolazioni di natura economica per i lavoratori e per le imprese che dall’emergenza sanitaria abbiano subito una situazione di crisi economica.

Tra queste: la possibilità di fruire di ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, anche in deroga ed indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati.

Lo Studio è a disposizione per eventuali ulteriori, chiarimenti anche in relazione alle modalità di riconoscimento delle agevolazioni che il Governo Italiano sta mettendo in campo a tutela delle imprese e del lavoro.

 

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